| Stelle Degeneri: Gli Oggetti Oscuri Del Nostro Universo (Parte II) |
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| Scritto da Matteo Lo Forte |
| Mercoledì 26 Maggio 2010 11:17 |
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Magnetar Quando parliamo di queste stelle, parliamo di una categoria particolare di stelle di neutroni; come le pulsar anche le magnetar sono molto attive e molto energetiche, inoltre il processo di formazione è del tutto simile ad una normale stella di neutroni; è stato riscontrato però che le magnetar al momento della loro formazione hanno già una precoce elevata rotazione. Una magnetar è caratterizzata da un intenso campo magnetico e da un intensa emissione radiativa, ma cosa genera questo magnetismo e queste emissioni? Per saperlo dobbiamo analizzare la struttura e i processi che avvengo all'interno della stella, sappiamo che tutte le tipologie di stelle di neutroni sono costituite da uno strato esterno di materiali pesanti, nelle regioni più interne però i flussi magnetici sono veramente intensi e molte volte le tensioni che si generano superano i limiti, generando dei veri e propri starquake (terremoti stellari) che spaccano lo strato esterno facendo decadere il materiale verso l'interno, dopo questa serie di catastrofici eventi vengono rilasciate elevate emissioni di raggi X che vengono captati dai nostri strumenti, secondo il modello standard queste magnetar vengono chiamate anche soft gamma repeater. Un caso molto interessante che ha fatto comprendere meglio la natura di questi oggetti fu l'intensa emissione radiativa sprigionata da un iperflare nel 2004 dalla attivissima magnetar SGR 1806-20. Per concludere va aggiunto che le magnetar hanno una vita poco longeva dopo circa 10000 anni si spengono e non emettono più radiazioni. Buchi Neri L'argomento è molto vasto, cercherò di riassumere le cose importanti e necessarie alla comprensione di queste stelle degeneri. Un buco nero è un oggetto con un'altissima densità ed una intensa attrazione gravitazionale che non permette a nessuna particella di sfuggire, nemmeno alla luce. Sappiamo che un buco nero si forma quando il residuo del resto di supernova supera il limite delle 3 masse solari, quando non vi sono le condizioni per un nuovo equilibrio idrostatico, quindi la gravità andrà a prevalere e farà collassare l'oggetto all'infinito (vi è proprio nella modellistica fisica un punto in cui la gravità tende all'infinito: la singolarità).Per comprendere meglio gli ipotetici processi e l'ipotetica struttura di un buco nero, dobbiamo utilizzare un pò di relatività: il modello prevede che all'interno di un buco nero sia presente un'orizzonte degli eventi, una regione che divide lo spazio-tempo in due, una regione che potrà essere superata una e una sola volta dalla particella che vi precipita.Intorno ad essa si trova una zona di trascinamento chiamata: ergosfera, ogni particella nelle vicinanze è caratterizzata da una minima orbita stabile superata la quale nulla la salverà dall'attrazione del buco nero. Esistono diverse classificazioni di questi corpi: parliamo di buchi neri stellari (con massa tra le 3-10 m solari) quando essi sono presenti in sistemi binari come oggetti compatti (ad esempio: binarie a raggi X o microquasar) o più semplicemente quando a rivelarli è la materia appartenente ad una stella compagna che precipità in esso; di buchi neri supermassicci (con massa superiore alle 10 m solari) quando sono ospiti nel bulge (centro) della galassia e vengono rivelati dalla materia appartenente alla galassia; in entrambi i casi possiamo ricevere la loro potenza tramite intense emissioni di raggi gamma con getto collimato che si dipartono dal centro di questi oggetti. In un prossimo articolo mi piacerebbe trattare meglio le moderne tecniche di rivelazione dei buchi neri, spero che il viaggio vi sia piaciuto; ho cercato di spiegare tutto nel modo più semplice possibile, tralasciando la spiegazione dei complessi processi fisici di magnetar,pulsar e black holes.
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