| Deep Sky Estremo - Dobson |
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| Scritto da Mattorre Marco |
| Martedì 25 Maggio 2010 20:22 |
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Dobson: Dai 40 cm in su possiamo grazie anche ai filtri interferenziali come OIII e UHC vedere praticamente tutto, basta un buon cielo dalla magnitudine 6,2 in su. Bisogna collimare alla perfezione, far acclimatare lo strumento ed adattarsi al buio.
Esperienza: Ci vuole un occhio allenato per scorgere anche le galassie più deboli, poi bisogna saper fare uno starhopping molto preciso. Si parte usando un atlante molto dettagliato come il Millennium Star Atlas, o come il Triatlas, una volta trovato l’oggetto si punta il dobson con il Telrad sulla zona, poi per aumentare la precisione usiamo il cercatore ottico, trovando così anche altri punti di riferimento. Ma siamo solo all’inizio, siamo vicini all’oggetto ma non l’abbiamo ancora visto o puntato direttamente, cosa dobbiamo fare allora per vedere una galassia al limite del nostro telescopio? Una volta che siamo con l’aiuto del cercatore ottico vicino all’oggetto, guardiamo nel dobson con un oculare a grande campo sui 68° e con almeno 60x, qui parte un mini-starhopping che con l’esperienza e molta pazienza ci farà trovare ogni oggetto alla portata del nostro telescopio. Ma questo vale per gli oggetti di aspetto stellare come gli ammassi aperti, ammassi globulari e le galassie, ma per le nebulose come facciamo? Dunque la tecnica è la stessa, ma in questo caso si usano filtri interferenziali come OIII e UHC. Si inizia lo starhopping senza filtro, poi una volta che siamo vicini alla nebulosa facciamo passare il filtro tra l’oculare e l’occhio dando un piccolo colpo al telescopio, se c’è una nebulosa anche se debolissima apparirà. Una volta trovato l’oggetto bisogna aumentare gli ingrandimenti per ottenere un maggior contrasto, spesso aumentando gli ingrandimenti si vedono dettagli e addirittura oggetti che prima non si vedevano! Supponiamo di voler puntare NGC 7331: Sappiamo che è una galassia nella costellazione di Pegaso, tramite l’atlante vediamo la sua esatta posizione e che quest’ultima è circondata da diverse galassie satelliti. Partiamo dalla stella 38 per poi salire verso la costellazione della Lacerta. Qui troviamo due stelle molto vicine visibili ad occhio nudo di magnitudine superiore alla sesta dunque al limite della visibilità, bene sarà il nostro punto di partenza. Mettiamo queste due stelle al bordo esterno del secondo cerchio, poi con un oculare da 60x 68° abbiamo la galassia NGC 7331 nel campo. Ora inizia lo starhopping e le sfide estreme per noi ed il nostro dobson, vediamo come e perché. A 60x vediamo già molto bene la galassia, ma visto il diametro del telescopio passiamo direttamente a 200x, ora sulla NGC 7331 appaiono molti dettagli, come stelle emergere dall’alone,e bande di polveri, ma questo è solo un maggior dettaglio e risoluzione della galassia, come troviamo le altre galassie? Fare lo starhopping a 200x richiede molta pazienza ed esperienza, infatti bisogna fare piccoli e molti passi prima di raggiungere l’oggetto. Ma con oculare come il Nagler 9mm 82° senza spostarci avremo nello stesso campo della NGC 7331 anche le galassie NGC 7335 di magnitudine 13,80 e distante 270 milioni di anni luce, NGC 7336 di magnitudine 16 e distante 400 milioni di anni luce, NGC 7337 di magnitudine 14,4 e distante 332 milioni di anni luce ed infine la NGC 7340 di magnitudine 13,90 e distante 280 milioni di anni luce. Inutile dire che a circa 100x queste galassie si mostrano come stelle, ma a 200x si vedono come delle stelle appena sfuocate, bene se le vediamo così significa che le abbiamo trovate e che quindi oltre ad averle viste siamo nella zona giusta. Abbiamo trovato veramente oggetti deboli e remoti del deep sky. Puntiamo M 15 ammasso globulare sempre nel Pegaso, qui senza fare starhopping abbiamo una sfida nell’ammasso stesso si tratta di si tratta della nebulosa Pease 1, per vederla servono almeno 300x, quindi un buon seeing ed un filtro interferenziale OIII. Infatti senza il filtro M 15 a 300x è un’esplosione di stelle, talmente fitte da non mostrare altri dettagli particolari, invece usando OIII diminuisce la luminosità di M 15 però dando un colpetto al dobson possiamo vedere la nebulosa! Certo questi sono solo due tra le migliaia di possibilità sia di oggetti che di sfide, ma si sa il visualista esperto che ha un grande dobson è sempre alla ricerca di cieli perfetti e di sfide al limite dell’impossibile,io sono arrivato a vedere oggetti come la galassia NGC 7336 di magnitudine 16, dunque mi sono preparato delle liste specifiche di oggetti poco conosciuti e davvero remoti per una magnitudine di 17! Perché cercare oggetti così remoti e deboli? Semplice gli oggetti come i Messier e gli NGC più luminosi sono lì, conosciuti dalla maggior parte degli astrofili, ma quando si parla di Abell, HCG, HARP, UGC le cose cambiano un po’ come quando si parla dei debolissimi ammassi globulari della lista Palomar. Purtroppo i visualisti puri, che usano lo starhopping invece del goto sono sempre meno, così come i cieli con basso inquinamento luminoso e non tutti possono o vogliono spostarsi per avere un cielo adatto per queste vere e proprie sfide. Ma riuscire a vedere questi oggetti seppur deboli dà un’emozione grandissima, ricordo ancora la prima volta che ho visto la NGC 7336 anche a 200x all’inizio sembrava una semplice stella, poi guardandola meglio ho visto una stella sfuocata ed usando la visione distolta ho visto saltar fuori un tenue alone. Tornato a casa ho aperto il mio taccuino dove avevo fatto uno disegno e aver identificato quella macchietta appena visibile come una galassia di magnitudine 16 distante 400 milioni di anni luce, mi ha lasciato letteralmente a bocca aperta. Dunque cari lettori, non basta un grande dobson per vedere o un cielo buoi, certo poi sono indispensabili, ma la cosa più importante è la pazienza, infatti l’esperienza viene con il tempo e soprattutto con gli insuccessi! Infatti se si cerca un oggetto e non lo si trova, la maggior parte delle volte si riprova ancora ed ancora, mentre se si trova ma si vede poco, gli si dà un occhiata veloce poi basta. Dunque le cose più importanti sono pazienza e costanza, tutto il resto viene da solo. |
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