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Giappone & Bendandi "La Minaccia Fantasma" |
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Scritto da Andrea Taloni
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Giovedì 28 Aprile 2011 23:06 |
La terra del Sol Levante è stata da sempre una zona ad alto rischio sismico, e ciò a causa della particolare posizione dell’arcipelago giapponese, situato proprio a ridosso di tre placche tettoniche molto attive: la Placca Pacifica, la placca Nord-Americana e quella delle Filippine, da cui si originano per subduzione le Fosse delle Marianne.
L’11 Marzo il Giappone è stato colpito da un nuovo sisma, con epicentro a 130 km dalla città di Sendai, ad Est dell’Isola di Honshu e ipocentro con profondità superiore ai 24 km. La potenza della scossa si attesta - ed il dato è stato più volte confermato dai ricercatori - sul valore 8.9 della scala Richter. Un terremoto di proporzione devastante dunque, e, in effetti, esso costituisce l’evento sismico più grave della storia giapponese, collocandosi per magnitudo al quinto posto della classifica mondiale. Alla scossa, come prevedibile, è seguito un violento tsunami, con onde alte fino a 13 metri. Sembra che anche l’asse terrestre abbia risentito dell’evento, spostandosi di circa 10 cm.
È impressionante notare come la natura possa mettere in ginocchio un Paese tecnologicamente molto avanzato come quello nipponico; le conoscenze odierne sui terremoti sono ancora troppo scarse per prevedere questi fenomeni con sufficiente accuratezza e il bilancio delle vittime risulta purtroppo alto: secondo gli ultimi aggiornamenti vi sono almeno 12000 tra morti e dispersi in tutto il territorio giapponese e più di 72000 edifici gravemente danneggiati o distrutti.
Nel frattempo, sul web, si sta diffondendo un altro allarme: secondo il geologo autodidatta Raffaele Bendandi (1893-1979), il giorno 11 Maggio di quest’anno 2011 anche Roma sarebbe colpita da un violentissimo sisma, in grado di radere al suolo millenni di storia. La logica con cui Bendandi sostiene di poter prevedere con esattezza i terremoti si basa su influenze magnetiche: secondo i suoi studi gli eventi sismici infatti sono originati dall’attrazione gravitazionale congiunta dei corpi celesti più vicini alla Terra. La veridicità di tali ipotesi è fortemente dubbia, ma va ricordato che egli riuscì ad annunciare in anticipo alcuni terremoti, come quello in Friuli del 1976.
Analizzando la configurazione planetaria dell’11 Marzo, possiamo notare che il Sole, Mercurio, Venere e Marte erano dislocati nella stessa direzione rispetto alla Terra e in più, proprio 7 giorni dopo il sisma, la Luna si trovava dopo ben 18 anni di nuovo in posizione di perigeo. Sembrerebbe che una particolare forza attrattiva da parte dei corpi celesti possa essere stata rilevante. E se Bendandi avesse sbagliato i suoi calcoli e il fantomatico terremoto romano fosse stato quello del Giappone? D’altronde il sisma giapponese è avvenuto 2 mesi esatti prima di quello ipotizzato per Roma, e precisamente dall’altra parte del globo terrestre. Ad aumentare il sospetto è anche la manipolazione che i media hanno effettuato riguardo questi dati teorici: sembrerebbe che, secondo fonti ufficiali, Bendandi non avesse nemmeno mai parlato della città di Roma come zona di epicentro. I suoi dati erano molto più generici. Attendiamo ulteriori sviluppi. Se ce ne sono...
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